19 agosto 2007

Buskers per caso

Alle 16 di un caldissimo sabato pomeriggio d'Agosto si sente questa domanda:
Andiamo a fare un giro in collina???
ok , si sale tutti in macchina e via verso... Russi, Cotignola , Lugo, (peccato che è sabato e Scardovi è chiuso mannaggia) , San Lorenzo ma la collina???
E' rimasta da tempo alle nostre spalle, e davanti un ponte alcune indicazioni Argenta, Comacchio ed ecco trovata una meta intrigante: facciamo vedere ai bimbi Comacchio , soprattutto a Filippo che adora i ponti.


Così girellando da uno stradello all'argine del fiume, da una strada chiusa (papà torniamo a casa?? no vero??) ad una vicinale, ci ritroviamo su una strada più larga con campi a destra e a sinistra a perdita d'occhio alcuni arsi dalla siccità, alcuni con piante di granturco già secco, tanti arati e pronti per la nuova coltivazione, in altri zucche, altrove patate già confezionate in sacchi, ed ogni tanto un cavaliere d'Italia, gabbiani e altri uccelli sconosciuti , poi distese di pomodori ed enormi macchine per la raccolta, in altri è finito il raccolto e, a capo di ogni fila, il rotolo ben legato del tubo per annaffiare e il mucchio delle piante vecchie.

E ovunque tanti trattori, mietitrebbiatrici, macchinari di ogni genere tutti automezzi che taffascinano Filippo li chiama TATTORI!!! (l'erre ogni tanto sparisce), così tanti che hanno stupito anche noi trattori sulla strada, nei campi sono enormi, colorati, nuovissimi, vecchissimi, stupendi quanto lavoro legato alla terra non lo ricordavo più, come se oggi frutta e ortaggi spuntassero sui banchi del supermercato così dal niente.


Un guardare affascinato da tutto quel via vai di uomini e trattori, con un sapore antico e moderno del lavoro dei campi, e poi, improvvisamente la strada finisce e davanti il mare (forse la laguna o il delta non so) gruppi di pali per le barche o per le nasse, anatre che si fanno cullare dal moto ondoso seguiamo la via e ci ritroviamo in mezzo a frutteti, peschi provati dalla mancanza d'acqua con le foglie tutte arricciate , peri e meli quasi pronti tanto che pensi: la stagione è proprio un mese avanti, ed infine quasi improvvisa la città nella testa si fa strada una domanda ma è così grande Comacchio??

Nella mia memoria di bambina erano rimasti solo un sole inclemente, i campi di meloni, le anguille, l'aia piena di bimbi del coltivatore di meloni e la cucciolata da cui è giunto il mio unico cane Stella con una macchia dalla forma strana in mezzo alla fronte; memorie di un tempo lontano in cui accompagnavo mio padre ad acquistare i meloni per il mercato, e così persa dietro ai ricordi sono stata sorpresa dai Tre ponti.



Belli, affascinanti, misteriosi da sempre perchè nei miei ricordi mi sembrava nasceserro di colpo in mezzo al nulla, quasi senza uno scopo, ora, invece sembrano quasi stretti in una morsa, con un tempo diverso che li circonda, e passando sotto gli archi, mi è parso di entrare in un mondo antico dove mare fiume si incontrano, mi sono chiesta come fosse il vivere degli anziani che ora sono seduti davanti alle loro case a chiaccherare guardano i turisti passare, inverni duri umidi e di fatica vera, chissà.

Girando per i canali è riaffiorata la paura dell'acqua scura aumentata dai bambini troppo vicini al bordo, e con tanta voglia di correre verso i ponti, seguendo percorsi strani per noi così metodici abituati al rigore delle nostre strade, invece i canali si incrociano, si dividono grazie ai ponti che pensi debbano portarti all'altra riva ed invece passi ad un altro canale, e poi la barca solitaria in mezzo ad un canale, ti chiedi il perchè in quella piazzetta tutte le imposte siano chiuse: chi abita qui forse è in spiaggia o a lavorare?, case restaurate si alternano a case in abbandono, di colpo l'ospedale così davanti ad un canale ma funziona ancora o è vuoto??? ma come ci arrivano le ambulanze??? la cattedrale mi sembra enorme, come sarà d'inverno con i bambini che tornano a casa da scuola lungo le vie d'acqua sopra i ponti, e poi le tante anatre da richiamo sparpagliate lungo i canali abitanti immobili, le avranno ancorate al fondo visto che non si muovono nonostante la corrente?.

Uno strano miscuglio di angoli disabitati da tempo, altri fittamente vissuti, inaspettato nella palazzina completamente restaurata la sede di un prestigioso studio tanto che passi dall'idea di una città fantasma al sentire forte la volontà di recuperare i luoghi e le memorie, di non lasciar morire quella piccola perla sospesa tra mare, fiume e terra, di volere che viva non solo per la gioia deglli occhi dei turisti ma di chi ha abitato le vie strette dove ci si stringe la mano da una finestra all'altra, di chi ha combattuto con le zanzare e l'umidità di chi ha creduto nella propria città.





Mi è parso di vedere Comacchio per la prima volta, eppure mi sono fermata tante volte sia andando a caricare i meloni, sia andando a Venezia, che a Mesola o Volano, ma è come se l'avessi guardata con occhi nuovi forse gli occhi dei miei bambini.


Verso sera decidiamo di restare per la cena una piadina e poi via di nuovo verso casa, ma abbiamo scoperto di essere a Comacchio il giorno giusto di lì a poco sarebbero arrivati i busker per l'anteprima del Busker Festival di Ferrara, ed ecco che il tipo con il cappello il gilet arancione prende una luce nuova, e piano piano le strade si riempiono di gente di cui tanta straniera, e piano piano si fa buio, si accendono i lampioni, le fiaccole sull’acqua, gli artisti cominciano a preparare gli strumenti, finchè le prime note piano piano si fanno strada lungo l'acqua prima discrete poi prepotenti, suoni di paesi e tradizioni diverse, così la sera è scivolata lungo i canali seguendo la musica diventando notte e scoprendo un nuovo volto di Comacchio e forse avendone compreso un pò la poesia.

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